Storia

chiesa-farneto

Il “Farneto” è una località a 3,5 km dal centro di San Lazzaro di Savena.

Il toponimo deriva dal nome di una varietà di quercia, la “Quercia Farnia” o “Quercus Robur”, un albero maestoso (fino a 50 mt di altezza) e longevo (fino a 600 anni e oltre), tipico dei terreni profondi, fertili e umidi. Il legno pregiato e resistentissimo di questo gigantesco albero veniva usato per le ruote e le traverse dei carri agricoli, per le travi di case, portici e fienili, per le botti, e per costruzioni navali ed edili. Col tempo molti dei querceti sono stati distrutti per far spazio a terreni da pascolo o da coltivazione. La località contraddistinta da questi vasti boschi di querce farnie fu chiamata “Farneto”.

Il Farneto di San Lazzaro di Savena è contraddistinto da grotte suggestive, da “gessi” in cui sono incastonate conchiglie, ma soprattutto da un “miracolo” avvenuto più di 160 anni fa: la zona restò indenne da una terribile epidemia di colera (1855).
Il Comune di San Lazzaro all’epoca era frazionato in otto parrocchie: Castel de’ Britti, Croara, Caselle, Pizzocalvo, Russo, Farneto, Colunga e San Cristoforo di Castel de’ Britti.
nel giro di pochi mesi tutte avrebbero conosciuto il colera ad eccezione del Farneto, in cui il parroco don Francesco Galloni, non registrava casi di colera.

La Chiesa di San Lorenzo del Farneto era il luogo di raduno per raccogliere informazioni, per pregare di essere risparmiati dalla mortale malattia. C’era particolare devozione per la Beata Vergine della Cintura, raffigurata assieme agli Evangelisti Marco e Giovanni in un quadro di duecento anni prima, e a lei ci si rivolgeva con angoscia e speranza.

Passarono i giorni e mentre nelle varie parrocchie di San Lazzaro si registrava un sempre maggior numero di casi e di decessi, il Farneto continuava a rimanere un’isola felice. I fedeli del luogo e coloro che lì si erano trasferiti dalle frazioni vicine si raccoglievano sempre più insistentemente attorno a don Francesco chiedendogli di organizzare turni di preghiere, penitenze e processioni affinché la Madonna della Cintura della chiesa di San Lorenzo continuasse a proteggerli.

madonna cintura bn

Furono in tanti a stupirsi dell’eccezionalità del dato del Farneto, soprattutto se paragonato a quelli delle parrocchie più vicine. In tutti si radicò la convinzione che davvero la Beata Vergine della Cintura avesse voluto preservare dal contagio i residenti di quella piccola zona. Fu così che il parroco don Francesco Galloni decise che ogni anno, la prima o la seconda domenica di settembre avrebbe dovuto essere consacrata alla Madonna della Chiesa di San Lorenzo con una solenne cerimonia di ringraziamento.

Da allora, per 150 anni il rito si é ripetuto con puntualità, persino negli anni di guerra, variando nel tempo i propri contenuti. Fino ai primi del ‘900 la cerimonia era consistita nella recita del rosario e nella processione dalla Chiesa del Farneto fino al Molino Vecchio. Più tardi assunse il carattere di vera e propria festa.

Da allora, la festa si é trasformata in una vera e proprio sagra paesana richiamando anche persone delle vicine frazioni.

La Chiesa del Farneto é sempre lì, naturalmente il tempo ha prima corroso e poi distrutto la struttura originaria, che é stata più volte ristrutturata e riedificata sempre nello stesso luogo: testimone del tempo e delle sue mutazioni.


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